sabato 14 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta ANDREA BRAIDO TRIO plays Hendrix Music

Il più grande chitarrista italiano? Non facciamo classifiche: ci sono stili, adesioni, sensibilità ed espressioni diverse, ma ad ascoltare Andrea Braido si può restar secchi... Come quando si ascolta un Mussida, un Ciotti, un Battaglia, diversi per profondità, dimensione stilistica, storia e futuro, eppure indiscutibili. Anche quando fanno dei tributi. Prendiamo Braido: inimitabile e riconoscibile quando "indisciplinato" è il suo talento, e lo sa bene Beppe Aleo che apre la sua Videoradio ad ogni "sfuriata" artistica del maestro.

Come questo tributo a Jimi Hendrix: splendido per sensibilità, per assenza di "inquinamento" eppure pregno della personalità dell'omaggiante, ampio nei voli e nelle galoppate dal blues doloroso di "Red House" al vulcano di "Voodoo Chile", passando per i tempi sghembi di "Manic Depression", il fulmine di "Purple haze" e la dolce nuvola sonora di "Wind cries Mary".

Come Redding e Mitchell assecondavano la tempesta esecutiva di Jimi, così Alessandro Napolitano e Antonio Cascarano sorreggono a dovere le intemperanze di Andrea, esecutore ligio ma libero. Questo è il segreto del suo talento: passione e studio che si traducono in rigore e libertà. Il piglio focoso di "Freedom", l'urgenza di "Foxy lady" e una memorabile "Hey Joe" ne sono la prova.

Se nei grandi standard rock conta l'interpretazione, Andrea Braido è quello che meglio riesce nel riportare alla luce della contemporaneità la grande fusione elettrica di blues, soul, funk e psichedelia operata da Jimi. Imperdibile.

http://www.videoradio.org


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3063)

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 16 il 16 novembre... ITALIA ROCK!

Fabrizio Fedele, Cantina Sociale e Quarzomadera i protagonisti della nuova rubrica sul rock italiano

Rock City Nights n. 16 presenta: ITALIA ROCK!

Lunedì 16 novembre 2009 alle 21.30 (con replica martedì 17 alle 17.00) puntata n. 16 diROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città - 95.800 Mhz in RDS Stereo.
Ogni lunedì RCN apre il suo spazio al miglior rock italiano con interviste e approfondimenti sulle più interessanti novità nostrane nella rubrica Italia Rock: ospiti in questa puntata n. 16 Fabrizio Fedele, Cantina Sociale e Quarzomadera.

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Appuntamento alle 21.30 (e in replica il giorno successivo alle 17.00) sulle frequenze di Radio Città BN (95.800 MHZ), in audio e video streaming ai seguenti link:

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Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Above and beyond', il nuovo disco di MASTER OF CEREMONY

E' una one-man band ma nel songwriting di Marco Cinti un solo nome domina: Genesis. E come spesso capita nel mondo del progressive contemporaneo, più che un'influenza si tratta di un oggetto d'amore, omaggiato e tributato con l'emulazione sincera. Ma nel suo esordio del progetto Master Of Ceremony troviamo anche la ratio solitaria delle one man-band, il mondo romantico e lussureggiante di King Crimson e Renaissance, la malinconia e le brume sonore del miglior art-rock inglese, la melodia solenne e memorabile di Orme e Banco.

Tutto già ascoltato, chiariamolo subito, ma piacevole, senza eccessi e gonfiori inutili. "Above and beyond" è un progetto realizzato sulla scia di un amore forte per il new progressive. La mini suite "A flower's legacy" apre il disco e fa da presentazione efficace e chiara, fin troppo schierata su ritmi e atmosfere alla "Watcher of the skies", così come la strumentale "Dry county", incalzante e dinamica, probabilmente il miglior brano ma schiava delle cavalcate targate Banks/Rutherford/Collins.

Questo è il grosso limite del disco: un'adesione fin troppo pedissequa al rock sinfonico dei tempi che furono, con un opinabile approccio vocale che vorrebbe rievocare la teatralità gabrieliana senza riuscirci. Peccato perchè quando operano la sintesi, la melodia più immediata e l'espressività - vedi "Colors made by you" e "Queen of the land" - i pezzi funzionano. E direi di più: riescono anche meglio rispetto a quanto propone un corrispondente inglese (ben più pomposo e tronfio) come McCabe con i suoi Elegant Simplicity.

Se fosse uscito una quindicina d'anni fa questo disco avrebbe lasciato una piccola traccia nella nuova ondata del prog italiano, ma oggi risulta trascurabile. Eppure c'è del buono in questo album: la passione, l'amore, la sensibilità.

http://www.myspace.com/masterofceremony

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3062)

venerdì 13 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 15 il 13 novembre... TIME MACHINE!

Prosegue la rubrica del venerdì dedicata al rock classico con Bob Dylan, Head Machine, Aurora Lunare, Buddy Miles Express e tanti altri artisti del passato. La macchina del tempo rock di RCN!

Rock City Nights n. 15 presenta: Time Machine

Venerdì 13 novembre 2009 alle 21.30 (con replica sabato 14 alle 17.00) puntata n. 15 conTime Machine, la rubrica del venerdì di ROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città - 95.800 Mhz in RDS Stereo.

Time Machine
è la rubrica che dalla seconda edizione di RCN è dedicata al classic rock, a partire dagli anni '50, attraversando le vicende di leggende del rock e nomi minori.

Playlist venerdì 13 novembre:

Blood Sweat And Tears - Go Down Gamblin'
(da BST 4, 1971)

Head Machine - Climax - You Tried To Take It All
(da Orgasm, 1969)

Diamond Head - The Prince
(da Lightning To The Nation, 1980)

Eddie Cochran - Twenty Flight Rock
(singolo, 1957)

Piel De Pueblo - Sexo Galactico
(da Rock De Las Heridas, 1972)

Bob Dylan - New Pony
(da Street Legal, 1978)

Truk - Got To Find A Reason
(da Truk Tracks, 1971)

Aurora Lunare - Il paradiso degli sciocchi
(da Evasione di un'idea, 1979)

Buddy Miles Express - Crazy Love
(da Booger Bear, 1969)

Billy Cox's Nitro Function - Powerhouse
(da Nitro Function, 1972)


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Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Rock de las heridas", vecchio disco dei PIEL DE PUEBLO

1972: anno di grazie per l'hard rock. Pensiamo ai dischi di Deep Purple, Uriah Heep, Blue Oyster Cult, Bachman Turner Overdrive e quanti altri. Ma non solo in America o in Inghilterra: ci vengono in mente in Italia Rovescio della Medaglia e Teoremi, e in Argentina gli ancora meno noti Piel De Pueblo. Guidati dal chitarrista Pajarito Zaguri, i PDP pubblicarono un unico album nel 1972 dal titolo "Rock de las heridas": un disco apparentemente trascurabile come tante manifestazioni rock "terzomondiste", eppure, a distanza di più di un trentennio, il disco ristampato dalla Viajero Inmovil mostra più di un motivo di interesse.

E' vero, pezzi come "Silencio para un pueblo dormido", "Veni amigo a la zapada" e "Jugando a las palabras" sono una versione fangosa e cicciona dei Cream prossimi ai Blue Cheer, con cori che rimandano all'esperienza dei New Trolls, benchè in un approccio molto più rock e meno rifinito. Ma non manca il tentativo di esplorare la lunga durata con tentazioni prog/psichedeliche: è il caso di "La tierra en 998 pedazos".

Zaguri era una sorta di ingenuo guitar hero locale, un Randy California più "primitivo" (ma torrenziale in "Sexo galactico"), disponibile a rifrazioni lisergiche e cambi di atmosfere. "Para tener un poco mas", con Hector Lopez al violino, devia invece in direzione High Tide, mentre si swinga alla grande in "El rockito de la bufonada".

Un dischetto piacevole, che i fanatici dello stoner/hard di oggi potranno gustare con piacere. Probabilmente solo loro potranno tollerare l'atmosfera "cheesy" e la bassa qualità della resa sonora.

http://www.viajeroinmovil.com

(REcensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3061)

giovedì 12 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Under A Red Polar Light', il nuovo disco dei PROTEO

Potranno piacere o no, ma i Proteo sono una band da tenere d'occhio per capire i nuovi orientamenti del progressive italiano. Se i Moongarden hanno "svoltato" verso sonorità alternative/prog, se i Barock Project hanno assimilato la lezione dei Timoria calandola in un contesto di rock sinfonico, se i nuovissimi Outopsya hanno miscelato metal, jazz-core e tecnologia, i Proteo propongono orgogliosamente il loro "prog-pop". E' una definizione coniata dalla stampa specializzata che apprezzò il loro demo del 2003, cogliendo la bontà di questa fusione, portata a compimento nel primo album della band triestina.

"Under a red polar light" esce a 13 anni di distanza dalla nascita dei Proteo: la band ha avuto il tempo di far decantare il proprio progetto musicale e questo è un punto a favore del disco. Brani come "Colors to give", "Tales from the ocean" e "I wish I could fly" ne sono il manifesto: composizioni agili, di durata media e buona scorrevolezza, con un approccio melodico immediato e fresco e una disposizione strumentale che prende tutto dalla concezione prog dell'arrangiamento, anche se i ragazzi sono orientati ad una prevalenza chitarristica. Il primo riferimento che viene in mente è quello dei Rush anni '80, quelli di "Signals" e "Hold your fire", depurati dall'estetica tecno-pop e riportati alla centralità della sei corde (esemplare "Van Gogh").

Ma nel sound dei Proteo ci sono ricordi di U2 e Police (vedi i delay di "Eternity") tra chiari agganci all'esperienza di Genesis e Peter Gabriel. Se l'elemento "pop" è ben presente nella forma-canzone, la dimensione progressive sta nell'arrangiamento curato, nei salti dall'elettrico all'acustico o nell'inserimento di sax ed elettronica (es. "Echoes mankind"), nelle variazioni di temi e tempi, nelle divagazioni di Copetti e Paulica (memori - mutatis mutandis, sia chiaro - dei Television), allievi disciplinati di The Edge e Alex Lifeson. Come dimostra l'ottima "Robota", contraltare di quella "Australia" che rimanda inesorabilmente agli anni '80 di Toto e Yes.

Art-rock con intelligenza e cuore, come non sentivamo da tempo in Italia, che non dovrebbe dispiacere ai fans di Jadis, It Bites e Sylvan. Un unico consiglio ai Proteo: fare un salto in avanti per definire meglio la propria fisionomia. Un grazioso esordio.

http://www.proteorock.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3060)

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Il Fuoco', il nuovo disco dei GIARDINI DI MIRO'

Chissà quanto deve essere eccitante e formativo per un musicista poter "vestire" le immagini. Dare a loro una dimensione sonora, una nuova fisionomia, soprattutto quando sono "mute". La sonorizzazione di un film muto è cosa ben diversa dalla produzione di una colonna sonora: i film muti conservano un fascino enigmatico, negli scatti della pellicola in bianco e nero e nei volti di tempi che furono, anche perchè all'epoca era stretto e profondo il loro rapporto con l'arte e la letteratura.

Pensiamo all'opera somma che Manuel Gottshing ha svolto qualche anno fa con il "Castello di Vogelod" di Murnau. E non è un caso che abbia nominato il guru degli Ashra, figlio di quella Germania cosmica alla quale tanto devono le formazioni del post-rock. E' immediato allora pensare al caso de "Il fuoco" di Giovanni Pastrone (1915), che i Giardini Di Mirò alla fine del 2006 sonorizzarono per il Museo del Cinema. Oggi quel lavoro è diventato un disco, un album che la band emiliana colloca a pieno diritto accanto ai precedenti. Non dunque un progetto speciale, ma un'opera a tutti gli effetti, di cui Corrado Nuccini e soci vanno ben fieri.

Le tre parti del film - "La favilla", "La vampa e "La cenere" - rivivono attraverso una messa in scena (e in suono...) suggestiva e dall'alto contenuto pittorico, tanto che l'ascolto del cd non è viziato in alcun modo dall'assenza delle immagini. Tra i gruppi italiani di rock d'arte, i GDM probabilmente sono quelli con il miglior dosaggio delle dinamiche, di cui hanno profonda consapevolezza: il passaggio dalla prima alla seconda parte, con il crescendo, l'esplosione della vampa e il suo inesorabile affievolimento, è un momento altissimo per la nuova musica italiana.

Autentica sinfonia elettrica, "Il fuoco" mostra dei chiari riferimenti all'esperienza kraut e una capacità espressiva fuori dal comune. Eccellente.

http://www.giardinidimiro.com

(REcensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3059)

mercoledì 11 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Sum', il nuovo album degli OUTOPSYA

La tv gioca sempre brutti scherzi. Anche ora che si parla di rock in Trentino, con il successo dei Bastard Sons Of Dioniso, si continua ad ignorare il grande lavoro svolto nel tempo da formazioni certamente oscure ma storiche e meritevoli come Runaway Totem, Universal Totem Orchestra e Men Of Lake. Ideali eredi di questi grandi sperimentatori trentini, gli Outopsya si manifestano in modo misterioso, affidando la propria immagine all'anonimato visuale e ad una copertina che mostra un curioso "alambicco musicale", evidente metafora di alchemiche invenzioni musicali.

Un progetto che ha avuto diverse incarnazioni ed esperienze, dal trio al quintetto, passando per le sonorizzazioni di film e diversi demo. Ma che ruota intorno al genio di Luca Vianini: un giovanissimo musicista, autore di testi e musiche dell'album, nonchè produttore e ingegnere del suono. Piccoli Zuffanti crescono? Ad ascoltare "Sum", si direbbe proprio di sì: solo il futuro ci dirà se Luca ha il carisma e la versatilità del compositore genovese, ma già da ora emerge un'inclinazione forte alla fusione di diversi generi musicali, dal prog alla fusion, dall'industrial al classic rock passando per ampie dosi di elettronica. Una dimensione sonora praticamente sconosciuta al catalogo della Videoradio del buon Beppe Aleo.

Coadiuvato dal solido bassista Evan Mazzucchi e dalla vocalist Ylenia Zenatti, Vianini propone un sound disturbante e ossessivo, capace di abbracciare Prodigy e King Crimson, Voivod e Deus, fino alle follie zappiane del primissimo Vai e dei Primus, all'ampiezza dei Faith No More. Prendete "Lords of hate", "Mothal" e "SandNess": perfetto manifesto del gruppo, sintesi di differenti aree espressive tra funk, psichedelia onirica e serrati spunti post-thrash.

L'approccio compositivo ed esecutivo è molto buono, e ben organizzati sono tutti i segmenti ritmici (molto "math"), che convivono con atmosfere allucinate e visionarie (es. in "Don't mind" o nella straniante title-track): peccato che il lavoro pecchi di freddezza e poche dinamiche, dovute alla presenza forte dell'elettronica. Tuttavia il risultato generale è assai convincente, e gli Outopsya si candidano a nuova promessa dell'art-rock italiano di frontiera.

http://www.myspace.com/outopsya

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3058)

martedì 10 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Marco Polo - Sogni e viaggi', il nuovo disco dei LATTEMIELE

La grande eredità del prog italiano. O un grande business per raschiare il fondo del barile classic rock? Riunioni come quella dei Latte e Miele lasciano spazio a riflessioni più che maliziose in materia: oggi che anche i nomi "minori" di quel movimento si riformano, è lecito ragionare sull'opportunità artistica di questi incontri. Certo se pensiamo a discutibili comeback come quelli dei vari Murple, Rovescio Della Medaglia e Goblin, il dubbio è comprensibile, ma per la formazione genovese, oggetto negli ultimi anni di un'autentica riscoperta, qualche distinguo va fatto.

Innanzitutto, si è trattato di una reunion lenta, ponderata e attenta: Vitanza e i suoi hanno sondato mercato e gusti del pubblico con un live in studio (l'interessante "Live Tasting") e ora sono usciti con un album di inediti. Se revival deve essere - avrà detto la band - che almeno sia dignitoso e invitante, come l'album "Marco Polo - Sogni e viaggi": un ammaliante concept che utilizza un'importante figura storica come pretesto per un lussuoso volo musicale, proprio come ai vecchi tempi. Se non meglio, visto che la nuova incarnazione, recuperato il nome del terzo disco (LatteMiele), ha anche una line-up inedita: accanto al trio originario (Vitanza, Lacagnina e Della casa), si aggiunge il bassista Massimo Gori, presente nella line-up del 1976.

Fortunatamente il gruppo evita sia il rock pomposo e misticheggiante della "Passio" e "Papillon" che le indecisioni pop-fusion dell'lp seguente: non è fuori luogo affermare che la miglior espressione della band sia arrivata ora, con la maturità, trent'anni dopo dalla fine dell'esperienza. Rock sinfonico sì, e a ragion veduta: maestoso e robusto, con l'ausilio di un'orchestra sinfonica ma anche melodico e scorrevole, in un equilibrio tipico delle migliori opere progressive (la PFM di "Dracula", per intenderci), come dimostrano episodi freschi quali "Carnival", "Via si va" e "Kubilai Khan".

La dimensione onirica - con il favoloso Teatro Malibran come fulcro degli eventi occorsi a Marco Polo - fornisce la miglior atmosfera per l'avventura sonora di Marco Polo e dei LatteMiele, splendida in "Crociati", "Pechino" e la "Battaglia di Curzola". Peccato che alcuni passaggi testuali scontino una certa ingenuità, ma l'uso delle voci alla New Trolls, le dinamiche memori dei migliori Yes, l'attenzione ad evitare arrangiamenti "overdone", rendono "Marco Polo" un disco piacevole e maturo.

http://www.myspace.com/lattemieleprog

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3057)

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Rebus', il nuovo disco dei BAROCK PROJECT

Se nell'ultimo album i Moongarden hanno mostrato una faccia audace e insolita, dichiaratamente aperta alle nuove tendenze di certo art-rock modernista alla Tool, i Barock Project vogliono dimostrare che lo svecchiamento del prog non deve necessariamente passare per un forzato "giovanilismo". D'altronde la band bolognese è giovane anche anagraficamente, e lavora da un po' di tempo ad un progetto di "rock barocco", che fonda dunque la maestosità, la possenza e la signorilità della musica classica con quella del rock. Obiettivo già raggiunto quasi 40 anni fa dai vari ELP, Yes, Ekseption e Orme, ma sempre suscettibile di interpretazioni aggiornate alla luce della contemporaneità.

E' quanto fanno i Barock dopo l'apprezzato esordio di "Misteriose voci": organizzare un travolgente apparato rock sinfonico senza chiudere gli occhi di fronte alla melodia, all'acustico, al funky, alla durezza metallica, tanto per citare alcune aree espressive che il quintetto esplora con gusto e interesse. Basta prendere pezzi come "Corsa elettronica", "Save your soul", "Orione" e "Enemy": composizioni di durata mai eccessiva e di atmosfere mai boriose, fresche e dinamiche per pigli melodici, solismo misurato e buon assestamento ritmico. Immaginate una commistione tra gli Yes più essenziali di "Relayer" o "Drama", la PFM di "Chocolate Kings" e qualche puntatina nei territori melodici dei Timoria e in quelli hard amati prima dai Rush poi da Dream Theater e Fates Warning. In più, in un collettivo così oliato e partecipe in modo equo, la presenza di un tastierista e compositore eccellente come Luca Zabbini rende possibili esempi di moderno rock classicheggiante come "Don Giovanni" e "Duellum". Ma non mancano momenti più ariosi e radiofonici come "Polvere di stelle", vicino al miglior sound della Premiata.

Un ottimo secondo album, viziato solo da alcuni luoghi comuni dell'art-rock che la band è sicuramente in grado di superare. Lavorando molto sulla sua personalità, non ancora perfettamente definita.

http://www.barockproject.com

(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3056)

Chi va con lo Zoppo... non perde SULLE ORME DI WATERLINE: Alex Carpani Band e Aldo Tagliapietra a Vittorio Veneto!

Nuovo appuntamento al MAVV con il miglior rock progressivo: una giovane band italiana dal respiro internazionale, un mito del nostro rock, da poco uscito dalle Orme
Sulle Orme di Waterline: Alex Carpani Band e Aldo Tagliapietra a Vittorio Veneto


COMUNICATO STAMPA

Alex Carpani Band con Aldo Tagliapietra:

in concerto a Vittorio Veneto


Sabato 14 novembre 2009

ore 21.00

Spazio Mavv,
Via Gelsolino 43
Vittorio Veneto (TV)


Entrata:

15 Euro (con prenotazione)

20 Euro (direttamente la sera del concerto)


Continua il tour della Alex Carpani Band con il grande special guest Aldo Tagliapietra - da poco uscito dalle Orme - a Vittorio Veneto (TV) nel prestigioso spazio del MAVV, sempre aperto ad ogni forma di creatività e alla comunicazione. Le suggestioni del rock progressivo e delle sue interpretazioni contemporanee coinvolgeranno sia gli amanti del genere che i nuovi estimatori della musica di qualità. Era il 2007 quando il tastierista bolognese pubblicò il fortunato album Waterline con i preziosi contributi vocali del leggendario cantante delle Orme: a distanza di un paio di anni i percorsi dei due musicisti si incrociano di nuovo e stavolta dal vivo.


Sulle Orme di Waterline è un mini-tour che nasce con l'intento di celebrare un'amicizia, una partnership artistica e un genere musicale quale il rock progressivo, che Carpani e Tagliapietra incarnano, in un gioco tra passato e presente. Nei tre concerti verranno infatti presentati alcuni inediti della Alex Carpani Band e i più memorabili brani delle Orme, oltre ai pezzi di Waterline. Sarà l'occasione di ascoltare dal vivo questo disco che ha riscosso un incredibile successo internazionale, prodotto dalla CypherArts di Dan Shapiro, con la copertina - rigorosamente olio su tela... - del celebre Paul Whitehead (autore delle più belle copertine dei Genesis e dei Van Der Graaf Generator). Contrariamente a quanto annunciato nel primo comunicato, segnaliamo che Aldo Tagliapietra non sarà presente con la ACB al concerto del 29 novembre al MEI di Faenza, data di chiusura del mini-tour.


Insieme dal Alex (tastiere) e Aldo (basso e voce) ci saranno tre tra i più valenti musicisti del nuovo prog italiano, che da tre anni formano la Alex Carpani Band: Ettore Salati (chitarre - ex The Watch, Karl Potter), Marco Fabbri (batteria - The Watch, Eclat, Odessa, ELP Tribute Band) e Fabiano Spiga (basso). Ancora nuove emozioni per gli amanti del genere che troveranno un mito del passato - sempre aperto a nuove esperienze - e una colonna del nuovo progressive. Segnaliamo la prossima data con Aldo Tagliapietra: il 22 novembre a Trezzo sull'Adda (MI). Ricordiamo anche la data di chiusura di Alex Carpani: 29 novembre al MEI di Faenza (RA), quest'anno aperto per la prima volta al rock progressivo con il MEI Prog Contest.



Il Tour:

Domenica 22 novembre 2009

ore 21 - Amigdala Theatre

Trezzo sull'Adda (Mi)

Domenica 29 novembre 2009

dalle ore 18 – M.E..I.

Meeting degli Indipendenti

Faenza (Ra)


M.E.I. Progressive Contest

Concerto con:

Alex Carpani Band

Moongarden

Le Orme


Convegno con:

Bernardo Lanzetti

Massimo Orlandini (Maracash)

Donato Zoppo (MovimentiProg)

Luca De Gennaro (MTV)


http://www.meiweb.it



LineUp:

Alex Carpani - piano, hammond, synths, voce e visuals
Aldo Tagliapietra - voce, basso e chitarra acustica
Ettore Salati - chitarra elettrica, chitarra a 12 corde, pedali basso
Marco Fabbri - batteria e percussioni
Fabiano Spiga - basso, voce e chitarra acustica



Prenotazioni e info:

MAAV

http://www.mavv.it

0438/554914




Links:

www.alexcarpani.com
www.myspace.com/alexcarpani



Synpress44 - Ufficio Stampa:
Tel. 349/4352719 – 328/8665671

lunedì 9 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 14 l'11 novembre... IT'S ONLY ROCK 'N' ROLL!

Diablo Swing Orchestra, SHW, Kiss, Paolo Apollo Negri e tanti altri nella consueta rubrica su novità ed esordienti. Gio Gentile presenta in anteprima nazionale il suo nuovo album 'Atlantide', Riccardo Storti parla del suo nuovo libro 'Rock Map''

Rock City Nights n. 14 presenta: It's only rock 'n' roll!

Mercoledì 11 novembre 2009 alle 21.30 (con replica giovedì 12 alle 17.00) torna It's only Rock 'n' roll, la rubrica del mercoledì di ROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città - 95.800 Mhz in RDS Stereo. It's Only Rock 'n' Roll è la rubrica che dalla prima edizione di RCN è dedicata alle innumerevoli espressioni del rock internazionale ed italiano, in particolare emergente, ma anche ai nuovi dischi.

Per questa puntata n. 14 di RCN una serie di novità mainstream e indie per la ricca rubrica. Intervista speciale ad Gio Gentile, che presenterà in anteprima nazionale per RCN alcuni brani dal suo imminente nuovo album Atlantide (Videoradio), con ospiti del calibro di Joe Amoruso e Luca Aquino. Per l'angolo del libro, Riccardo Storti presenterà la sua ultima fatica sul prog italiano dal titolo Rock Map (Aereostella).

Playlist mercoledì 11 novembre:

Kiss - Yes I Know (Nobody's Perfect)
(da Sonic Boom, 2009)

Gio Gentile - Mike Day 2
(da Atlantide, 2009)

Diablo Swing Orchestra - Balrog Boogie
(da The Butcher's Ballroom, 2009)

Luca Olivieri - Il sogno di Napo
(da La quarta dimensione, 2008)

Bisca - Occidente
(da Fuori mercato, 2009)

Heaven & Hell - Fear
(da The Devil You Know, 2009)

Downkiss - Fade
(da Push Me To The Limits..., 2008)

Paolo Apollo Negri - How Strong Is A Woman
(da The Great Anything, 2009)

SHW - Tc
(da E-Life, 2008)

Gio Gentile - Utopeace
(da Atlantide, 2009)


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sabato 7 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS lunedì 9 novembre, con ITALIA ROCK!


East Rodeo, Giardini Di Mirò e Barock Project i protagonisti della nuova rubrica sul rock italiano
Rock City Nights n. 13 presenta: ITALIA ROCK!

Lunedì 9 novembre 2009 alle 21.30 (con replica martedì 10 alle 17.00) puntata n. 13 di ROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zopposulle frequenze di Radio Città - 95.800 Mhz in RDS Stereo.

Ogni lunedì RCN apre il suo spazio al miglior rock italiano con interviste e approfondimenti sulle più interessanti novità nostrane nella rubrica Italia Rock: ospiti in questa puntata n. 13 East Rodeo, Giardini di Mirò e Barock Project.RCN Myspace:http://www.myspace.com/rcnightsRCN blog:http://www.rcnights.splinder.com
Appuntamento alle 21.30 (e in replica il giorno successivo alle 17.00) sulle frequenze di Radio Città BN (95.800 MHZ), in audio e video streaming ai seguenti link:
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Per intervenire in diretta:
Sms: 329/2171661
Telefono: 0824/313673
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82100 Benevento

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mercoledì 4 novembre 2009

Chi va con lo Zoppo... ascolta ROCK CITY NIGHTS n. 12 il 6 novembre... TIME MACHINE!

Prosegue la rubrica del venerdì dedicata al rock classico con Alice Cooper, Thundermother, Skafish, Marcello Capra e tanti altri artisti del passato. La macchina del tempo rock di RCN!

Rock City Nights n. 12 presenta: Time Machine

Venerdì 6 novembre 2009 alle 21.30 (con replica sabato 7 alle 17.00) puntata n. 10 conTime Machine, la rubrica del venerdì di ROCK CITY NIGHTS, il rock radio-show condotto da Donato Zoppo sulle frequenze di Radio Città - 95.800 Mhz in RDS Stereo.

Time Machine
è la rubrica che dalla seconda edizione di RCN è dedicata al classic rock, a partire dagli anni '50, attraversando le vicende di leggende del rock e nomi minori.

Playlist venerdì 6 novembre:

Bachman Turner Overdrive - Second Hand
(da Not Fragile, 1974)

Thundermother - The People Show
(da No Red Rowan, 1971)

Alice Cooper - Public Animal n. 9
(da School's Out, 1972)

Joe Cocker - She Came In Through The Bathroom Window
(da Joe Cocker!, 1969)

Samson - It's Not Easy As It Seems
(da Survivors, 1979)

Skafish - Knuckle Sandwich
(da What's This 1976-1979, 2007)

Little Richard - Land Of A Thousand Dances
(da Get Down With It: The Okeh Sessions, 2004)

Aigues Vives - E' pericoloso sporgersi
(da Water Of Seasons, 1981)


Moloch - Maverick Woman Blues
(da Moloch, 1972)

Marcello Capra - Il sole sulla palude
(da Aria Mediterranea, 1978)

Greenslade - Melange
(da Greenslade, 1973)


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Appuntamento alle 21.30 (e in replica il giorno successivo alle 17.00) sulle frequenze di Radio Città BN (95.800 MHZ), in audio e video streaming ai seguenti link:

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